Agenda

Novembre 2017, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo
Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni

La Costituzione italiana è come un vecchio che grida da solo

Era l’alba.
Futuro non era riuscito a prendere sonno quella notte e passeggiava distratto, guidato dalle proprie gambe chissà dove.
Chissà dove… che bel posto dove andare quando si è giovani e, è proprio il caso di dirlo, si ha tutto il futuro davanti.
Non fate l’errore che compiono in molti, però.
Futuro non era un imberbe virgulto, sprizzante inconsapevole ingenuità da ogni singolo poro.
Il giovane aveva visto poco del mondo, questo è vero, ma quel poco era stato sufficiente per aprirgli gli occhi innanzi alle astuzie del passato e alle ipocrisie del presente.
Mentre camminava e si lasciava sfiorare il viso dalla brezza del mattino nascente, vide un cane legato ad un palo, di fronte alla serranda calata di un bar.
La tentazione di slegarlo era fortissima, ma si limitò ad avvicinarsi con un’espressione curiosa.
Si accovacciò davanti all’animale e la coda di questi prese a danzare timidamente, quanto bastò per invitare Futuro a portare la mano destra sul suo capo e accarezzarlo.
Il movimento della coda passò dall’adagio all’andante mosso, evidente prova dell’apprezzamento del cane, un pastore belga dal pelo scurissimo.
Era valsa la pena alzarsi dal letto ed uscire di casa anche solo per quell’incontro, questo si disse Futuro allorché una voce richiamò la sua attenzione.
Una voce che urlava, che strillava a squarciagola eppure sembrava così lontana, come soffocata, strozzata.
Il giovane si voltò e vide un uomo terribilmente vecchio e malandato che convulsamente scriveva con un gessetto delle frasi sul pavimento del marciapiede, le stesse parole che gridava con il poco fiato che aveva in gola.
Anche lui, come la voce, era sempre stato lì, questo si disse Futuro chiedendosi come mai l’avesse visto solo in quel momento, mentre diede un’ultima carezza al cane e si mosse verso di lui, per ascoltare meglio le parole…
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro…
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo…
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani…
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge…
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica…
L'Italia ripudia la guerra…
La libertà personale è inviolabile…
Il domicilio è inviolabile…
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale…
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente…
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente…
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma…
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…
La scuola è aperta a tutti…
La proprietà è pubblica o privata…
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi…
I giudici sono soggetti soltanto alla legge…
La sovranità appartiene al popolo…
A chi non lo riconoscesse poteva sembrare solo un pazzo, uno dei tanti vagabondi che delirano in strada, talmente comuni da essere ormai ignorati dai più.
Ma Futuro ricordò dove aveva già ascoltato quelle parole, rammentò il volto dell’uomo e la sua voce: “Costituzione…” mormorò spaventato e amareggiato allo stesso tempo.
Costituzione.
Un vecchio che grida da solo.
Costituzione…
Uno spettro che vaga nella zona d’ombra della nostra memoria…
Costituzione…
Null’altro che un fantasma...

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