venerdì 26 marzo 2010

La Costituzione italiana è come un vecchio che grida da solo

Era l’alba.
Futuro non era riuscito a prendere sonno quella notte e passeggiava distratto, guidato dalle proprie gambe chissà dove.
Chissà dove… che bel posto dove andare quando si è giovani e, è proprio il caso di dirlo, si ha tutto il futuro davanti.
Non fate l’errore che compiono in molti, però.
Futuro non era un imberbe virgulto, sprizzante inconsapevole ingenuità da ogni singolo poro.
Il giovane aveva visto poco del mondo, questo è vero, ma quel poco era stato sufficiente per aprirgli gli occhi innanzi alle astuzie del passato e alle ipocrisie del presente.
Mentre camminava e si lasciava sfiorare il viso dalla brezza del mattino nascente, vide un cane legato ad un palo, di fronte alla serranda calata di un bar.
La tentazione di slegarlo era fortissima, ma si limitò ad avvicinarsi con un’espressione curiosa.
Si accovacciò davanti all’animale e la coda di questi prese a danzare timidamente, quanto bastò per invitare Futuro a portare la mano destra sul suo capo e accarezzarlo.
Il movimento della coda passò dall’adagio all’andante mosso, evidente prova dell’apprezzamento del cane, un pastore belga dal pelo scurissimo.
Era valsa la pena alzarsi dal letto ed uscire di casa anche solo per quell’incontro, questo si disse Futuro allorché una voce richiamò la sua attenzione.
Una voce che urlava, che strillava a squarciagola eppure sembrava così lontana, come soffocata, strozzata.
Il giovane si voltò e vide un uomo terribilmente vecchio e malandato che convulsamente scriveva con un gessetto delle frasi sul pavimento del marciapiede, le stesse parole che gridava con il poco fiato che aveva in gola.
Anche lui, come la voce, era sempre stato lì, questo si disse Futuro chiedendosi come mai l’avesse visto solo in quel momento, mentre diede un’ultima carezza al cane e si mosse verso di lui, per ascoltare meglio le parole…
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro…
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo…
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani…
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge…
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica…
L'Italia ripudia la guerra…
La libertà personale è inviolabile…
Il domicilio è inviolabile…
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale…
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente…
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente…
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma…
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…
La scuola è aperta a tutti…
La proprietà è pubblica o privata…
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi…
I giudici sono soggetti soltanto alla legge…
La sovranità appartiene al popolo…
A chi non lo riconoscesse poteva sembrare solo un pazzo, uno dei tanti vagabondi che delirano in strada, talmente comuni da essere ormai ignorati dai più.
Ma Futuro ricordò dove aveva già ascoltato quelle parole, rammentò il volto dell’uomo e la sua voce: “Costituzione…” mormorò spaventato e amareggiato allo stesso tempo.
Costituzione.
Un vecchio che grida da solo.
Costituzione…
Uno spettro che vaga nella zona d’ombra della nostra memoria…
Costituzione…
Null’altro che un fantasma...

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martedì 23 marzo 2010

Chi è il colpevole tra Governo Berlusconi e Popolo?

1970…
2010…
Quarant’anni.
Tranne rarissime eccezioni, tra i film italiani più visti nel mio paese degli ultimi quarant’anni non ce n’è uno che non parli di natale e di vacanze, di amanti e di corna, di imbroglioni e di furbi, di playboy e di bellone mozzafiato.

1970…
2010…
In quarant’anni in questo paese è successo di tutto.
Scandali…
Tangenti…
Appalti truccati…
Truffe ai danni dei cittadini da parte delle istituzioni…
Attentati e stragi…
Conflitti di interesse…
Bancarotte fraudolente…
Falsi in bilancio…
Violazioni dei diritti umani, della libertà di stampa, d’espressione, di parola…
Omicidi di mafia collusa con lo Stato…

1970…
2010…
Quarant’anni di partiti…
Democrazia Cristiana, Centro Cristiano Democratici, Unione dei democratici cristiani
Margherita, Alleanza per l’Italia...
Partito Comunista, Democratici di sinistra, Rifondazione comunista, Comunisti Italiani, Partito democratico, Sinistra e Libertà...
Socialisti, Forza Italia...
Movimento Sociale, Alleanza Nazionale, Popolo della Libertà!
E Andreotti è ancora lì…

1970…
2010…
Aborto…
Fecondazione assistita…
Omofobia…
Finanziamenti pubblici e agevolazioni fiscali…
Eutanasia…
Ingerenze nella vita politica…
Pedofilia…
E il Vaticano è ancora lì…

1970…
Da allora ad oggi, 2010, in tanti sono morti. E tra loro vi sono uomini la cui storia andrebbe ascoltata ogni giorno.
Tra questi, nel 1975 è stato ucciso il regista e scrittore Pier Paolo Pasolini, ma il film più visto nel paese è stato Fantozzi.
Nel 1978 è stato assassinato il giovane attivista Peppino Impastato, un eroe vero, e il film più visto nel paese è stato Ecco noi per esempio… pugni e scazzottate di Terence Hill e Bud Spencer.
Nel 1991 è stato ammazzato Libero Grassi, imprenditore che ha dato la vita per contrastare il racket e le tangenti mafiose, ma il film più visto è stato Vacanze di Natale ’90.
L’anno seguente, nel 1992, sono stati trucidati i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e il film più visto è stato Puerto Escondido, la storia della fuga in Messico di un impiegato di Banca.
La tragica storia di Italia.
La storia di una fuga.
Nel 1993 è stata tolta la vita a Don Pino Puglisi, un prete da solo contro la mafia, e il film più visto è stato il Piccolo Buddha, dell’intellettuale di sinistra Bernardo Bertolucci, che si vanta ancora oggi di essere stato amico di Pasolini.
Eppure… eppure io avevo pensato a tutto.
Avrei invitato Governo, mia madre Parlamento, i miei amici Stampa e Tv, tutta la gente che conta ad assistere al film che Cinema ed io avremmo scelto.
La reazione di Governo alla scena madre, quella che più di tutte lo avrebbe accusato del suo omicidio, sarebbe stata la prova della sua colpevolezza.
Ho fallito.
Io, Popolo, ho fallito.
Potrei dare la colpa a coloro che in tutti questi anni non sono mai andati in massa a vedere il solo film che veramente meritava la loro attenzione, premiando al contrario un mare di merda.
Potrei accusare i registi, gli attori, gli sceneggiatori, poiché in quarant’anni quasi nessuno di loro ha mai avuto le palle per portare sul grande schermo l’unico film in grado di smascherare Governo.
Oppure, potrei fare come molti…
Potrei puntare il dito su Governo stesso.
In fondo l’assassino è lui…
Ma non lo farò, perché sono pazzo e i pazzi hanno un solo vantaggio: possono dire qualsiasi cosa, perfino correndo il rischio che sia la verità.
E la verità è che la colpa è la mia.
E’ mio padre che è stato ucciso da Governo.
Io, Popolo, sono il primo che aveva l’obbligo di smascherare il vile usurpatore.
Io, Popolo, sono il primo a dover andare al banco degli imputati perché in tutti questi anni non mi sono mai deciso a far nulla finché…
Finché non è venuto Futuro a svegliarmi.
Mio padre è apparso per primo a Futuro, non a me.
Costituzione lo sapeva bene che io non lo avrei ascoltato, che io non avrei prestato attenzione al vecchio che grida per strada.
Futuro sì.
E’ il solo che è stato capace di aprirmi gli occhi e permettermi di vedere.
Futuro.
Non resta che affidarmi a lui.

Tratto dallo spettacolo Il popolo e la tragica storia d'Italia

martedì 9 marzo 2010

Storie e Notizie a Ferrara


27 Marzo 2010

IL DONO DELLA DIVERSITÀ
Laboratorio interculturale di narrazione teatrale

In occasione del 9° Convegno Nazionale
Culture e letteratura della migrazione
"...che ci scappa da ridere"

Presenta

Storie e Notizie

"Da che mondo è mondo i potenti si sforzano di dominare l’informazione e controllare i media. Fortunatamente, da altrettanto tempo, è il popolo che racconta le storie…"

di e con
Alessandro Ghebreigziabiher

Con la partecipazione di
Cecilia Moreschi

Musica a cura di
Bruno Celli

Centro di promozione sociale “Il Quadrifoglio”
V.Savonuzzi, 54 – Pontelagoscuro (FE)

Informazioni:
Tel: 348-9222588
La rubrica Storie e Notizie, da cui lo spettacolo è tratto.

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