venerdì 7 dicembre 2018

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo 70 anni video

In occasione dei settanta anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo è stato firmato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948, vi invitiamo a festeggiare tale anniversario con gli Storytellers for Peace (Narratori per la Pace), una rete internazionale nata nel 2016 formata da artisti che creano storie collettive attraverso video.
Gli artisti e i racconti provengono da tutto il mondo e parlano di pace, giustizia, uguaglianza e diritti umani.
Il progetto è stato creato ed è coordinato da Alessandro Ghebreigziabiher, scrittore, drammaturgo, narratore e attore teatrale italiano.





Siamo convinti che i diritti umani riguardino tutti noi, non solo narratori o artisti in generale.
Quindi, per questa speciale occasione, abbiamo coinvolto nel nostro nuovo video anche altre professioni, tra colleghi, amici, parenti, conoscenti o chi altro volesse unirsi a noi.
Perché, più che mai oggi, dobbiamo ricordare che questa Dichiarazione è ancora la cosa migliore che abbiamo.
Ecco tutti e 30 gli articoli raccontati nella rispettiva lingua d’origine da 31 tra artisti, insegnanti, educatori, o semplicemente persone
provenienti da tutto il mondo che hanno a cuore i diritti umani  (video sottotitolato in Italiano e Inglese):


mercoledì 28 novembre 2018

Spettacoli teatrali sui cambiamenti climatici

teatro sui cambiamenti climaticiDal testo:
Dice che camminare fa bene, che schiarisca le idee. Ma chi è che lo dice?
Chi è che lo dice è colui che non lo fa.
Rido.
Quantunque anch’io non sia di certo un’amante delle passeggiatine, sia ben chiaro.
Ma oggi è stato bello.
Dove puoi arrivare camminando?
E’ una domanda, ce l’ho con te.
Dove?
Te lo sei mai chiesto?
Dove può portarti un giorno intero?
Senza correre, quantunque sia difficile non farlo.
Dice che essere più veloce degli altri è difficile, e che se ci riesci meglio di tutti, brava, hai vinto, sei prima.
Chi lo dice?
Questa è facile, è l’organizzatore.
C’è sempre qualcuno che le organizza, queste corse…
Pronti, lo starter sta per dare il via e... lui! E' stato lui, sempre lui, prende la pistola e bam!
Ti spara!
Ti immagini? Invece di puntare in aria spara ai concorrenti, magari al più rapido, l’atteso trionfatore.
“Scusate”, fa poi con posticcio rammarico, “ma, vedete, il corridore accanto è mio nipote, non ha mai vinto una corsa in vita sua, poveraccio, abbiate compassione.”
E tutti quanti concordano che ha avuto le sue ragioni, la corsa si ripete, ma il nipote perde, arriva ancora ultimo e allora l’organizzatore non può fare altro che sparare a tutti.
Questa è la verità.
Basta avere la pistola carica e la mancanza di scrupoli di usarla, fregandosene della vita altrui ed essere il più veloce, glorificato sul podio più alto, è di una facilità impressionante.
Essere lenti è difficile.
Esserlo volontariamente, camminando pian piano senza cadere per le inevitabili spinte.
Tuttavia, che tu vada veloce o lento, dice che è importante avere qualcosa per cui uscir di casa e lottare.
Vivere.
Chi lo dice?

Posso dirlo io? Ti prego, fammelo dire.
Perché ci ho messo un giorno intero, andando lì dove puoi arrivare camminando, senza correre e ritorno.
E ho scelto.
Di salvare il pianeta che muore...


Guarda il video promo dello spettacolo sui cambiamenti climatici e il rispetto dell'ambiente Le sette vite di Eva

venerdì 23 novembre 2018

Spettacolo teatrale sull'immigrazione

Ghebreigziabiher AlessandroDal testo:
Siamo sulla riva del mare.
C’è un tizio che esce dall’acqua e pian piano raggiunge la riva.
Pochi passi e un altro, avanzando dalla terraferma, lo raggiunge.
Un istante, assai breve, e gli è accanto.
Certo, proprio così, un solo istante.
Perché questo è ciò che importa, più di ogni altra cosa.
“Chi sei?” domanda il tipo dal lato sicuro del mondo.
“Io? Ah, ma non lo vedi? Io sono uno straniero.”
“Piacere di conoscerti”, fa l’altro.
L’uomo venuto dal mare sussulta.
“Hai detto piacere? Cos’è, mi stai prendendo in giro?”

Guarda il video completo del brano tratto dallo spettacolo "La truffa dei migranti".

venerdì 19 ottobre 2018

Bando teatro 2018

Segnalo il concorso teatrale e letterario 2018 riservato a spettacoli e racconti inediti.
Quest'anno si parlerà di follia.

Concorde con la tradizione dell'evento, fin dalla prima uscita, pure la XIII edizione della  rassegna di teatro e narrazione sarà incentrata su una versione specifica di diversità.
Nel festival del 2019, a questo proposito, racconteremo la diversità della follia.
La deadline per spedire le proposte scade il 31 dicembre 2018.

Qui il bando.
 

mercoledì 6 giugno 2018

Spettacolo teatrale sulla solitudine

Buon compleanno, tanti auguri.
Che gran cazzata, questa storia degli auguri.
Vanno bene, diciamo, fino ai tre, quattro anni, quando il bimbetto non capisce bene cosa stia accadendo, ma vede quei sorrisi accesi di idiozia e ascolta il battito di mani di gente che col tempo dimenticherà con facilità irrisoria.
Lo zio Peppe. Chi era questo nella foto al mio compleanno? Lo zio Peppe?!
Tuttavia, la creaturina sorride di rimando, a meno che non sia idiota a sua volta.
Lo fa per pura imitazione, sia ben chiaro.
Non v’è alcuna partecipazione emotiva.
Ovviamente, tutto cambia allorché il mostriciattolo inizi a intuire che al prezzo di questa bolgia di adulti con facce ebeti e altrettanti gremlins urlanti per casa rimedierà regali.
Il compleanno sono i regali, altro che auguri.
Buon compleanno, grazie, d’accordo.
Tanti auguri, va bene, come vuoi tu.
Ma sgancia.
Denaro contante o qualcosa da scartare.
O che riveli a sua volta denaro.
In alternativa a quel che volevo.
Senza possibilità d’errore, altrimenti un sorriso sincero te lo scordi.
Gli auguri a mani vuote vanno bene sulla cosiddetta bacheca di quell’acchiappa gonzi bianco azzurro.
Facebook...
Vis a vis devi presentarti con qualcosa di concreto, altrimenti che la torta ti vada di traverso, brutto tirchio.
Buon compleanno, tanti auguri.
E mangiano.
E bevono.
E rimorchiano.
O almeno ci provano.
Perché è così, diciamolo. Compleanni e matrimoni, feste varie, perfino battesimi, per alcuni addirittura i funerali, hanno senso per questi tre motivi.
Oltre a mostrare abiti firmati e altrettanto ricercati tagli di capelli.
D’altra parte, spendo per i regali, qualcosa devo portarmi a casa.
Altrimenti è come andare in un negozio, fare la fila in cassa, sborsare un’enormità e tornarsene alla macchina con le buste vuote.
Buon compleanno, tanti auguri.
Per questo non faccio feste e spengo il cellulare.
Non è un giorno come un altro. E’ solo molto, ma molto più carico di ipocrisia.
Per questo oggi me ne staro qui.
A casa.
Da sola...

Dallo spettacolo teatrale Gli asini volano di nuovo