venerdì 22 dicembre 2017

Narrazione sui diritti umani

Noi siamo natura, giurò una bambina del genere viaggiatrice dal biglietto friabile, che accompagna in paradiso, ma solo quando qualcuno lo innalzerà per lei. Sono una collina, non una montagna, ma verrà l’istante in cui accadrà, a condizione che mi destinerete un angolino sul monitor.
Pure io, esattamente come mia figlia, asserì la madre poco più anziana, specialità tipica delle creature che divampino di vita senza riposo. Io sono pianura, io elargisco sollievo e tolleranza a coloro che son distrutti dal cammino, io scruto il cielo e non ho vergogna in assoluto nel rispedire lo sguardo al mittente.
Sulla scia del coraggio delle due, anche il padre si unì allo show. Io sono lago e compenso con l’immagine delle vite amate, rammento a cuore sottovalutate inezie e avvenimenti adorati, fungo da specchio di quel che mi circonda, e scorto ogni desiderio verso il centro dello scenario, ma solo allorché il vento in superfice mostri sufficiente generosità.

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